Lizberries in Irlanda: il giorno di Dolores
26 Settembre 2026
Il terzo giorno della settima tournée dei Lizberries in Irlanda ci porta a Limerick, in una giornata
piena di emozioni, incontri e sorprese.
È la vigilia del compleanno di Dolores e abbiamo bisogno di fermarci davanti alla sua tomba, salutarla e sentirla vicina. Ma questa giornata ci riserva anche un incontro completamente inaspettato con Niall, una sorpresa legata alla storia dei primissimi Cranberries e una serata al Dolan’s che difficilmente dimenticheremo.
Da Cobh a Limerick: finalmente puntuali
Partiamo subito dalla domanda che vi avevamo lasciato la settimana scorsa.
Sì. Ce l’abbiamo fatta!
Siamo riusciti a spostare la macchina in tempo.
E, cosa ancora più importante, questa volta il check-out a un’ora ragionevole ci permette persino di fare colazione dai nostri amici Miriam e Paolo, a Cobh.
Una colazione buonissima, all’italiana, con tanto di cappuccino preparato con vero caffè espresso.
Ora, sia chiaro: nulla da dire all’Irlanda.
Con tutto quello che di bello e di buono ci regala ogni volta, non possiamo certo lamentarci.
Ma il caffè del nostro Paese, ammettiamolo, per noi italiani è imbattibile.
E ci mancava.
Con la dose di caffeina e felicità necessaria, ripartiamo puntuali alla volta di Limerick.
E questa volta, incredibilmente, il ritardo non ha la meglio su di noi.
Davanti alla tomba di Dolores
Verso le 14 siamo davanti alla tomba di Dolores.
Abbiamo bisogno di salutarla.
Di fermarci con lei per un momento.
Il giorno dopo sarebbe stato il suo compleanno e noi siamo lì, in Irlanda, a suonare la sua musica per ricordarla.
Sentiamo il bisogno di esserle il più vicino possibile, di entrare in connessione con lei, di pregare per lei e di fare tutto ciò che possiamo per onorarla nel migliore dei modi, con il suo benestare.
Kry, in particolare, ha bisogno di parlarle nel suo cuore.
Ha bisogno di sentirla.
Così rimaniamo lì.
Una buona mezz’ora, in quel piccolo cimitero sperduto nella campagna di Limerick.
Ed è proprio lì che succede qualcosa che, ancora oggi, ci fa riflettere.
Un raggio di sole davanti a Dolores
La prima volta che siamo venuti qui, nel 2023, era il nostro primo anno di concerti a Limerick.
Era una giornata piovosa.
Siamo arrivati davanti alla sua tomba e, per tutto il tempo che siamo rimasti lì, non è caduta una sola goccia.
Appena siamo tornati alla macchina, ha ricominciato a piovere.
Questa volta il cielo è nuvoloso, ma non piove.
Poi, proprio nel momento in cui ci avviciniamo a lei, si apre uno squarcio di sole nel cielo.
E quel sole rimane lì, con noi, per tutto il tempo che trascorriamo davanti alla sua tomba.
Poi, quando torniamo verso la macchina, il cielo si richiude.
Coincidenze?
Forse.
Ma noi preferiamo pensare di no.
Dolores c’è.
Nel tempo ci ha lasciato tanti segnali e, sempre, sempre, in qualche modo ci fa capire qualcosa quando siamo a Limerick.
E forse è proprio questo il motivo per cui abbiamo bisogno di tornare qui ogni volta.
Per sentirla.
Per ricordarla.
Per starle vicino, anche solo per un po’.
Un messaggio inaspettato da Niall
Ma la giornata non ha ancora finito di sorprenderci.
Qualche ora prima riceviamo un messaggio da Niall.
Per chi non lo sapesse, prima dei Cranberries, Noel, Mike e Fergal avevano formato i Cranberry Saw Us, e il cantante era proprio Niall.
Il suo messaggio è semplice:
“Avete 40 minuti oggi prima di andare al locale?”
Certo!
Nessun problema.
In fondo, in questa tournée, non abbiamo problemi di tempistiche.
Appuntamento alle 16.15 al Dolan’s per una “attività carina”, ci dice.
Perfetto.
Il nostro piano è semplice: andiamo in hotel, ci rilassiamo un’oretta e poi raggiungiamo Niall.
Peccato che la realtà abbia altri programmi.
Arriviamo in hotel e la camera non è ancora pronta.
Ci sono esigenze impellenti di bagno.
E di cibo.
Il riposo, quindi, comincia a diventare una specie di leggenda metropolitana.
Controlliamo il traffico.
Sta aumentando.
E allora capiamo che non c’è più tempo da perdere.
Niente riposo.
Si riparte.
Perché una cosa è certa:
da Niall non possiamo arrivare in ritardo.
E così, con soli cinque minuti di ritardo — che ormai, per noi, equivale praticamente alla puntualità — arriviamo al Dolan’s.
Niall ci rapisce
Ci presentiamo.
Facciamo appena in tempo a conoscerci un po’ meglio.
E poi Niall…
ci rapisce.
Saliamo sulla sua macchina.
E qui comincia qualcosa che non avremmo mai potuto immaginare.
Niall ci consegna alcuni fogli con delle immagini a colori.
Sono fotografie dei primissimi Cranberries, scattate proprio a Limerick.
E non solo.
Ci sono anche i luoghi dove hanno suonato agli inizi.
Guardiamo le foto.
Poi guardiamo Niall.
E scopriamo qual è la “carina attività” che aveva organizzato per noi.
Tornare proprio in quei luoghi e rifare noi lo shooting.
Niall ha organizzato tutto.
Le fotografie.
L’itinerario.
La macchina fotografica.
I luoghi.
E persino i racconti da farci durante il percorso.
Noi rimaniamo senza parole.
Una sorpresa completamente inaspettata.
Un pensiero bellissimo.
Il tempo che ci ha dedicato.
L’entusiasmo con cui ci racconta la storia.
E soprattutto la considerazione che ha avuto nei nostri confronti.
Speriamo davvero di essere riusciti a fargli capire quanto ci abbia piacevolmente sorpreso e quanto ci abbia incantato.
Perché provate a immaginare cosa significhi essere rapiti dal cantante e batterista degli storici Hitchers e cantante per breve tempo dei primissimi Cranberries.
Ascoltare il racconto dei primissimi Cranberries direttamente da una persona che li ha vissuti.
Non da un libro.
Non da un’intervista.
Non da una biografia.
Da qualcuno che era lì.
Ancora adesso facciamo fatica a crederci.
È stato talmente straordinario che questa parte merita un racconto tutto suo.
Quindi torniamo al tour e teniamoci stretta questa storia.
Ve la racconteremo nel blog di sabato 10 ottobre.
Perché certe esperienze hanno bisogno di più spazio.
Soundcheck al Dolan’s
Dopo questo incredibile viaggio nella storia, torniamo al locale.
Soundcheck.
Questa volta con il bravissimo e simpaticissimo fonico Kieran.
Poi riusciamo a salutare velocemente Carla, Daniele e i loro amici, arrivati direttamente da Milano per venire a sentirci e, già che c’erano, per vedere un po’ d’Irlanda.
E finalmente arriva il momento del concerto.
Julianne e una sorpresa speciale
Chi apre la serata?
Naturalmente, la nostra bravissima Julianne.
Ma questa volta c’è una sorpresa.
Con lei canta…
Brendan O’Riordan.
Esattamente.
Il fratello di Dolores.
E scopriamo una cosa che non sapevamo:
ha una voce fantastica.
Una voce emozionante, intensa, che in qualche modo ci ricorda proprio quella di sua sorella.
Julianne lo aveva scoperto, aveva insistito e alla fine Brendan ha accettato.
È stato semplicemente incantevole.
Il concerto dei Lizberries a Limerick
E poi arriviamo noi.
Con tutta la nostra emozione.
E, lo ammettiamo, anche con un pizzico di paura.
Perché ogni volta che suoniamo a Limerick sentiamo qualcosa di particolare.
Siamo lì, davanti a tanti parenti dei Cranberries.
C’è Brendan.
Ci sono Deirdre e Patsy, le cugine di Mike e Noel.
Ci sono amici dei Cranberries.
Ci sono persone che hanno conosciuto Dolores, Noel, Mike e Fergal.
E noi vogliamo semplicemente fare del nostro meglio.
Speriamo sempre di essere all’altezza.
Poi, però, arriva la risposta del pubblico.
E Limerick ci conferma ancora una volta quello che sentiamo ogni volta che siamo qui:
l’emozione è alle stelle.
Probabilmente è il pubblico che ci emoziona di più.
Perché qui l’emozione non è soltanto nell’aria.
È vissuta davvero nel profondo.
La sala è gremita e contribuisce a creare un’atmosfera davvero particolare per tutte le due ore consecutive di live.
Due ore di musica.
Due ore di emozioni.
Due ore in cui sentiamo quanto sia importante quello che stiamo facendo.
Gli abbracci dopo il concerto
E come sempre, a Limerick, i saluti durano tantissimo.
Ma sono quei momenti che non vorresti mai accorciare.
Abbracciamo Brendan.
Abbracciamo Julianne.
Abbracciamo tante persone che avevamo già incontrato negli anni passati e che sono tornate a sentirci.
Persone che ci fotografano, ci sostengono, ci incoraggiano e ci fanno sentire parte di qualcosa.
Ci sono le cugine, che hanno portato anche il papà di una di loro.
C’è il nostro amico Frank.
Sì, anche lui è venuto fino a Limerick.
E naturalmente abbiamo suonato ancora “I Really Hope”.
E, naturalmente, Frank ci ha offerto di nuovo una Guinness.
A questo punto, crediamo che sia diventata ufficialmente una tradizione.
Poi ci sono persone di passaggio.
Italiani.
E persino dei poeti lettoni in tour in Irlanda.
Perché, evidentemente, quando suoniamo in Irlanda dobbiamo incontrare il mondo intero.
Una notte piena di emozioni
Alla fine torniamo in hotel.
Stanchissimi.
Ma soprattutto commossi.
E forse è proprio questa la parte più difficile di queste serate.
La stanchezza arriva e prende subito il sopravvento.
Ma dentro di noi vorremmo fermare il tempo.
Vorremmo continuare a vivere quei momenti ancora un po’.
Ancora qualche abbraccio.
Ancora qualche parola.
Ancora qualche sorriso.
Ma il sonno, alla fine, chiude le nostre palpebre nel nuovo hotel di Limerick.
E ci accompagna dolcemente verso il giorno successivo.
Il giorno del compleanno di Dolores.
Ci addormentiamo con un pensiero sereno: abbiamo trascorso la vigilia con alcune delle persone che le sono state più vicine.
E abbiamo avuto la possibilità di ricordarla facendo ciò che sappiamo fare meglio.
Suonando la sua musica.
Forse è uno dei modi più belli che abbiamo per sentirla vicina.
E per onorarla.
Il tour, però, non è ancora finito.
Anzi.
Il giorno del compleanno di Dolores ci aspetta.
E quello che succederà sarà qualcosa che porteremo con noi ancora a lungo.