Lizberries in Irlanda: giorno 2 tra gabbiani (Cork)
19 Settembre 2026
Lizberries in Irlanda: giorno 2 tra gabbiani
Il secondo giorno della settima tournée dei Lizberries in Irlanda comincia con una sfida decisamente insolita: Mattia contro un gabbiano di Galway.
Tra una brioche rubata, un po’ di shopping, le leggendarie cozze del King’s Head e
un viaggio verso Cork pieno di ritardi e imprevisti, arriviamo al Cyprus Avenue per un concerto destinato a trasformarsi in una vera festa.
Mattia contro il gabbiano: 1-0 per lui
Il risveglio di questa giornata è già all’insegna dell’umorismo.
Anzi, di quello che diventerà presto uno dei momenti più memorabili dell’intera tournée.
Mattia decide di fare colazione con una brioche e, molto saggiamente, sceglie di mangiarla in macchina con la portiera aperta.
Quello che non prende in considerazione è uno dei più grandi pericoli di Galway: i gabbiani.
Ben presto si accorge che un gabbiano affamato lo sta osservando.
Molto attentamente.
Mattia, invece di prendere sul serio la minaccia, decide di prenderlo in giro. Gli mostra la brioche una volta.
Poi una seconda.
Il gabbiano si prepara a spiccare il volo.
Mattia ritira la brioche.
Inizia così una piccola sfida.
Peccato che, al terzo tentativo, Mattia si distragga per una frazione di secondo.
Ed è tutto ciò di cui il gabbiano ha bisogno.
Si lancia in picchiata, gli strappa la brioche direttamente dalle mani e vola via.
Fine della partita.
Gabbiano: 1. Mattia: 0.
E la cosa più bella?
Siamo riusciti a documentare tutto in video.
Una colazione breve, decisamente costosa e soprattutto molto più movimentata del previsto.
Shopping, souvenir e le leggendarie cozze
Dopo questa insolita avventura, ci dedichiamo a un po’ di shopping.
Kry si compra un nuovo whistle, più performante, e un Claddagh nella storica gioielleria.
Stefano, invece, opta per qualcosa di decisamente meno romantico:
i medicinali.
Ognuno ha le sue priorità.
C’è spazio anche per qualche souvenir, naturalmente.
Ma soprattutto c’è spazio per le leggendarie, assolutamente imperdibili cozze del King’s Head.
Sì.
Ci torniamo.
Ancora.
E ancora.
Perché ci sono cose che semplicemente non si possono perdere.
Kry ha praticamente digiunato per 24 ore per fare spazio a quello che, secondo lei, è uno dei pasti più importanti dell’intera tournée:
cozze, patatine e Guinness.
E finalmente arriva il momento.
Un pranzo decisamente generoso, perfetto per fare il pieno di energie prima di ripartire.
Da Galway a Cork, tra traffico e ritardi
Dopo il pranzo partiamo alla volta di Cork, destinazione Cyprus Avenue.
Purtroppo il ritardo torna a farci compagnia.
Quel maledetto ritardo.
Ci ha inseguiti da Dublino e, evidentemente, non ha nessuna intenzione di lasciarci in pace.
Il traffico non aiuta.
E nemmeno le strade a senso unico di Cork, rese ancora più complicate dai lavori in corso.
Raggiungere velocemente il locale diventa così un’avventura nell’avventura.
Ma quando finalmente arriviamo, scopriamo che quest’anno ci è stato assegnato il nuovo Upper Stage: un palco in cima al locale, semiaperto verso l’esterno.
Per fortuna il clima è dalla nostra parte.
Temperature miti e niente pioggia.
Condizioni perfette.
O almeno così pensiamo.
Perché c’è un piccolo dettaglio che non abbiamo ancora considerato fino in fondo.
Il nuovo palco e la sfida delle scale
Il nuovo palco significa molte più scale.
E noi abbiamo tutti gli strumenti da portare su.
Fortunatamente, Kry ha un cuore grande — e una particolare propensione a risparmiare Ste dalla fatica.
Così, proprio come era già successo al Quays, con il suo palco verticale, Kry finisce per fare un numero impressionante di scale portando gli strumenti.
A questo punto cominciamo a pensare che fare una tournée con le canzoni dei Cranberries stia diventando anche un programma di allenamento piuttosto efficace.
Ma c’è un lato positivo.
Tutte quelle scale stanno facendo miracoli per la tonificazione muscolare di Kry.
Chi ha bisogno della palestra quando c’è una tournée irlandese?
##E poi… Cork
Cosa dire del concerto di Cork?
Il pubblico è stato letteralmente scatenato.
Cantavano.
Ballavano.
Saltavano.
Ci hanno dato tutto.
L’energia era incredibile.
E a un certo punto, quando Kry è scesa tra il pubblico e ha accennato una breve danza irlandese, hanno iniziato a ballare anche con lei.
Era impossibile non lasciarsi coinvolgere.
E poi hanno chiesto tre bis.
A quel punto non era più un concerto.
Era diventata una vera e propria festa.
Un bellissimo momento per ricordare la nostra Dolores e celebrare, attraverso la sua musica, quel legame speciale che continua a unire persone provenienti da luoghi diversi.
Una celebrazione meravigliosa e indimenticabile.
Dopo il concerto: amici da tutto il mondo
E se il concerto è stato incredibile, il post-concerto è stato altrettanto speciale.
C’era tantissima gente che veniva a complimentarsi con noi, vecchi amici che non vedevamo da tempo, nuovi amici appena conosciuti, conversazioni che sembravano non finire mai…
E, tra le tante persone incontrate, persino un ragazzo di Chicago.
È una delle cose che amiamo di più di queste tournée.
Inizi la serata senza conoscere nessuno.
La finisci con la sensazione di aver fatto amicizia con persone provenienti da tutto il mondo.
Dopo circa un’ora passata a chiacchierare con il pubblico e uno smontaggio fatto velocemente, finalmente riusciamo a goderci la fantastica green room del Cyprus Avenue.
E quando diciamo fantastica, intendiamo proprio fantastica.
La green room del Cyprus Avenue
Questa non è una semplice green room.
È praticamente un appartamento.
Divani.
Frigorifero pieno.
Calcio balilla.
Televisione.
Cucina.
Doccia.
A questo punto siamo abbastanza sicuri che, volendo, si potrebbe anche vivere lì.
Purtroppo non abbiamo molto tempo per goderne.
Mangiamo velocemente il nostro fish and chips e partiamo verso l’hotel.
Perché, ancora una volta, siamo in ritardo.
Molto in ritardo.
Anzi, il check-in dell’hotel era ufficialmente terminato da più di due ore.
Fortunatamente, il personale è gentilissimo e ci fa entrare comunque.
Finalmente raggiungiamo le nostre camere e crolliamo nel letto di questo hotel accogliente e rilassante.
E questa volta riusciamo davvero a dormire.
Fino alle 8.30 del mattino…
Fino alle…
8.30 del mattino successivo.
Che, naturalmente, è anche l’orario entro il quale dobbiamo assolutamente spostare la macchina per evitare di finire nei guai con il parcheggio.
Quindi la domanda è:
Ce l’avremo fatta?
Saremo riusciti a spostare la macchina in tempo?
Oppure la tournée irlandese avrà finalmente avuto la meglio su di noi?
Dovrete aspettare sabato prossimo per scoprirlo.
To be continued…